Lunedì 6 Novembre: Presentazione alla stampa della Tomosintesi e del Crocifisso all’Ospedale del Valdarno.

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Mar 07 Novembre 2017
ultimo agg.: 14:13
Sanità     06.11.2017  13:55

Consegnato alla Gruccia un altro dono del Calcit: la tomosintesi mammaria

di Monica Campani
La tomosintesi o mammografia in 3D consente di scoprire il 30% per cento in più di tumori al seno, che oggi è il tumore femminile più diffuso nelle donne

Inaugurata la tomosintesi mammaria o mammografia in 3D all’ospedale della Gruccia. Il macchinario, costato 100mila euro, è stato donato dal Calcit del Valdarno alla Radiognostica per la Senologia clinica. La presentazione si è tenuta nella sala Paul Harris: presenti tra gli altri Daniela Matarrese, direttrice del presidio ospedaliero, Enrico Desideri, direttore generale della Asl Toscana sud est, il Vescovo di Fiesole, Monsignore Mario Meini, il Presidente della conferenza dei Sindaci Sergio Chienni, Alessandra Signorini, responsabile oncologia della Gruccia, Claudia Nocentini, direttore radiologia della Gruccia, Alice Carboni, radiologo, senologia, sempre della Gruccia, Piero Secciani, Presidente del Calcit Valdarno e alcuni sindaci della vallata.

La Tomosintesi mammaria o mammografia 3D è un innovativo sistema tecnologico per migliorare le capacità di diagnosi della mammografia e mettere in evidenza lesioni e noduli che resterebbero sovrapposti ai tessuti vicini e quindi non visibili. La tomosintesi consente di scoprire il 30% per cento in più di tumori al seno, che oggi è il tumore femminile più diffuso nelle donne. Il principio di funzionamento della nuova apparecchiatura consiste nella rotazione del sistema lungo un arco di 50^ e nell’acquisizione di immagini a strati sottili di 1mm che consentono di valutare il seno in profondità e scoprire anche eventuali lesioni non visibili alla mammografia tradizionale.

Claudia Nocentini, direttore radiologia della Gruccia: “Si tratta di una implementazione per il mammografo digitale che abbiamo in dotazione. La tomosintesi mammaria aggiunge infatti lo studio della profondità, la terza dimensione. Ha delle funzioni molto importanti: individua lesioni che sfuggono alla mammografia digitale; riduce il numero dei falsi positivi; riduce gli effetti di sovrapposizione che possono comportare un mascheramento delle lesioni evolutive della mammella. Negli studi effettuati  per lo screening mammario con utilizzo della tomosintesi, c’è un aumento del tasso di rilevazione del cancro. La lettura della tomosintesi mammaria richiede una preparazione specifica del radiologo e tempi di refertazione più lunghi. Questo impegno è ricompensato dalla maggiore accuratezza nella diagnosi senologica”.

Rita Papi, responsabile dell’Unità professionale della RadiologiaNell’esecuzione dell’esame mammografico e nella tomosintesi,  è fondamentale il ruolo del tecnico sanitario di radiologia che effettua l’esame ed ha il primo contatto con la paziente. L’accurata gestione della tecnologia, il corretto posizionamento della paziente e una adeguata compressione del seno sono infatti fondamentali per la riuscita dell’esame, per la produzioni di immagini di buona qualità e per consentire una diagnosi precoce. Per questo motivo il personale che lavora in mammografia è sempre un personale dedicato, scrupolosamente preparato e capace di interagire con le pazienti, che si sottopongono a mammografia o tomosintesi, perché possano  affrontare un esame cosi delicato con tranquillità e senza dolore”.

Enrico Desideri, direttore generale Asl Toscana sud est: “L’arrivo dello strumento continua nella linea che ci siamo dati, quella di sviluppo delle tecnologie in tutta l’Azienda. Soprattutto per garantire la massima attenzione in termini di innovazione anche in questo presidio. Si conferma ancora una volta il ruolo straordinario del Calcit a sostegno dell’Azienda, in particolare per la cura dei tumori e la diagnosi precoce”.

Daniela Matarrese, direttore dell’ospedale: “Come direttore dell’ospedale, accolgo con grande soddisfazione il dono del Calcit. Rappresenta un aiuto per le donne e per il loro stato di salute. La mammografia con tomosintesi è uno strumento all’avanguardia e la sua tecnologia consente di acquisire immagini del seno da diverse angolature. I risultati diagnostici risultano quindi migliori nella lotta ai tumori. Le associazioni del territorio sono delle tessere importanti del nostro mosaico. Il  Calcit, dopo aver donato la tomosintesi all’ospedale di Arezzo, adesso continua il suo percorso di eccellenza e di sostegno alla sanità qui in Valdarno. Il nostro ospedale sta diventando sempre più punto di riferimento per la popolazione, e non solo della vallata, grazie ad investimenti in macchinari e in professionalità. Questo è l’impegno chiaro dell’Azienda Asl Toscana sud est: il buon funzionamento degli ospedali non si basa sulle dimensioni o sui numeri dei posti letto ma sui servizi offerti. E’ con questo obiettivo che stiamo lavorando”.

Piero Secciani, presidente Calcit Valdarno: “La decisione di donare questo macchinario è nata dalla forte richiesta di dotare la Gruccia di strumentazioni più precise nell’esame del seno. Questa donazione si aggiunge a tante altre che abbiamo fatto nel tempo. Ne ricordo solo alcune: la costruzione del Centro Oncologico; l’allestimento del Centro di Radioterapia; la costituzione del Servizio domiciliare “Servizio Scudo Calcit Valdarno”; l’istituzione di vari ambulatori medici; l’attivazione del Registro dei Tumori, attraverso la conferenza dei sindaci; la promozione di iniziative di sensibilizzazione e prevenzione nelle scuole su temi come corretta alimentazione, tabagismo, alcolismo. Tutto questo è stato raggiunto in 26 anni di attività grazie al grande lavoro che hanno svolto i volontari delle 8 sezioni operative e al coinvolgimento dei cittadini, delle attività produttive, dei ragazzi delle scuole e delle Istituzioni. Grazie di cuore per la generosità che avete mostrato in questo quarto di secolo”.

Sergio Chienni, presidente della Conferenza dei sindaci: “Una donazione importante che arricchisce le prestazioni sanitarie del nostro ospedale. Azioni come queste contribuiscono in modo fattivo a potenziare i servizi erogati dalle strutture ospedaliere e oggi dobbiamo ringraziare il Calcit che, con il suo prezioso contributo, continua a distinguersi nel tessuto associativo del nostro territorio, sostenendo la prevenzione clinica. L’integrazione tra finanziamento pubblico e sostegno da parte del mondo dell’associazionismo è una formula da promuovere, un patrimonio da sostenere e valorizzare”.


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Di seguito alla Tomosintesi, presso la Cappella dell’Ospedale Santa Maria alla Gruccia  la benedizione del nuovo Crocifisso da parte di S.E. il Vescovo di Fiesole Mons. Mario Meini e presentazione dell’opera da parte dell’Artista Renzo Brandi, che ha donato l’opera al C.A.L.C.I.T. Valdarno con la destinazione oggi realizzata.

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